Piano di Sorrento, è di nuovo “guerra” sui parcheggi: l’esposto del WWF

A Piano di Sorrento si torna a parlare di parcheggi dopo una stagione targata “boxlandia” che ha interessato l’intera Penisola Sorrentina e che sembrava appartenere al passato. Oggi invece si propone in una forma diversa per iniziativa di privati che hanno presentato un progetto per realizzare un parcheggio multipiano di 258 posti auto nel cuore del centro cittadino sulla base di un interesse pubblico all’opera riconosciuto dall’Ente.

A contestare la decisione è stato il WWF Terre del Tirreno con un articolato esposto che rileva una serie di incongruenze tecnico-legali nella decisione assunta dall’Amministrazione sulla fattibilità dell’opera in un’area verde – zona 6 – del PUT (Piano Urbanistico Territoriale L. 35/87) dove è consentito realizzare solo attrezzature pubbliche comunali (artt. 11 e 17) e non opere di interesse pubblico da parte di privati.

La differenza è sostanziale perché in quell’area è possibile realizzare un parcheggio, ma l’opera deve essere di natura pubblica: cioè proposta dal Comune che, in mancanza di risorse finanziarie proprie, la mette a bando (project financing) e assegna l’opera al progetto riconosciuto più conveniente e corrispondente alle esigenze e alle aspettative dell’ente. Il quale resta proprietario dell’opera mentre il privato che la realizza la gestisce in convenzione per un numero di anni che ripaghi l’investimento e garantisca un ritorno di utili.

La scelta operata dal Comune va invece in tutt’altra direzione perché l’Amministrazione di Piano di Sorrento riconoscendo la “pubblica utilità” al progetto presentato dai privati avrebbe disatteso le norme urbanistiche in quanto manca l’attestazione di conformità del progetto al PUT (che è legge sovraordinata rispetto a tutte le altre) e nello stesso tempo violato il codice degli appalti per cui il WWF ha inoltrato l’esposto anche all’ANAC (autorità nazionale anti corruzione). Si tratta di un particolare tutt’altro che secondario perché la scelta del Comune fa si che il parcheggio resterebbe di proprietà privata anche se gestito in convenzione per un tot numero di anni.

Il WWF, a conferma della validità delle proprie tesi, richiama anche un pregresso parere legale che lo stesso Comune ha richiesto al proprio legale, l’avvocato Erik Furno, che confermerebbe in parte l’interpretazione dell’Associazione senza però prendere in considerazione la fattibilità paesaggistica. Inoltre l’intento di affidare a un privato la realizzazione dell’opera doveva essere supportata anche da un piano economico per capire il vantaggio che ne sarebbe potuto derivare al Comune da questa operazione.

Secondo il WWF anche un altro progetto, già autorizzato in località Santa Teresa, presenterebbe gli stessi problemi con in più la presenza nell’area interessata di manufatti che si presumono abusivi.

Insomma, nel mentre la consiliatura è agli sgoccioli, si prospetta all’orizzonte un contenzioso legale che peserà sulla prossima amministrazione. Intanto sull’iter seguito dovranno esprimersi la segretaria generale, la dottoressa Loredana Lattene, la Soprintendenza ai BB.AA. di Napoli  e l’Anac.

Per un’Amministrazione che aveva fatto della tutela dei suoli uno dei cardini programmatici l’epilogo non si può considerare coerente o esaltante!

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