Sorrento alle urne in un clima di incertezza sul futuro e le incognite giudiziarie
Sorrento si interroga se valga la pena o meno andare a votare in questo particolarissimo momento che sta attraversando la città commissariata dal maggio dell’anno scorso e con la commissione d’indagine voluta dal Prefetto di Napoli per far luce su possibili infiltrazioni camorristiche nel tessuto amministrativo. Effetti del clamoroso arresto del sindaco Massimo Coppola e del suo staffista Francesco Di Maio e di decine di avvisi di garanzia, alcuni con richieste di arresto, per i quali sono in corso interrogatori degli indagati presso la Procura di Torre Annunziata e che si concluderanno domani.
A lanciare la proposta di non presentare le liste per le elezioni è stato Ivan Gargiulo, uno dei principali accusatori dell”ex sindaco Coppola e che ha presentato dettagliate denunce che hanno portato al disvelamento della corruzione dilagante nel palazzo. A dargli man forte un altro personaggio impegnato nella “moralizzazione” della municipalità, Bruno Morelli, che ha svelato anche alcuni retroscena delle elezioni del 2020 che videro anche l’attuale candidato sindaco Ferdinando Pinto tra i supporter di Coppola.
Proprio Pinto però ha respinto categoricamente la proposta di non partecipare al voto spiegando che sarebbe un grave errore non partecipare alle elezioni perché occorre restituire dignità a una città che è stata offesa da quanto è accaduto e che ha visto compromettere la propria immagine ingiustamente anche per le ipotizzate infiltrazioni malavitose nell’ente locale.
Si corre quindi all’ultimazione delle liste e alla messa a punto della campagna elettorale che scatterà all’indomani del 25 aprile anche se a tutt’oggi solo Pinto risulta ufficialmente candidato e non è ancora certo chi scenderà in campo e con quale candidato sindaco pe runa sfida che dovrebbe restituire alla città un’amministrazione civica legittimata dal voto. Sul destino della nuova amministrazione incombe la decisione del Governo che, sulla base della relazione redatta dalla Commissione d’Indagine, qualora ravvisasse circostanze incontrovertibili di contaminazione istituzionale da parte di poteri criminali potrebbe decidere lo scioglimento del comune in base a quanto previsto dalla legge. I tempi però non coincidono con quelli delle elezioni per cui Sorrento andrà al voto con l’incertezza sul proprio futuro amministrativo. Siamo ormai alle battute conclusive di questa vigilia e nelle prossime ore si conosceranno le decisioni di altri gruppi che intendono partecipare alla competizione elettorale.












