La guerra in Iran quanto ci costerà?

di Gaetano Mastellone 

Prepariamoci ad un salasso! La guerra in Iran e l’escalation nel Medio Oriente – soprattutto se coinvolge attacchi a infrastrutture, interruzioni dei traffici nel Golfo Persico o chiusure dello Stretto di Hormuz – sta già avendo effetti sull’economia globale e rischia, di riflettersi sui nostri costi di vita qui in Italia e in Europa. Questo vale in particolare per energia, trasporti e beni di consumo. Meglio dire di certo avrà influenze assai negative per le nostre tasche!

Impatto sui prezzi dell’energia (gas naturale e petrolio)

Prezzi già in aumento

– Negli ultimi giorni i prezzi del greggio (Brent e WTI) sono saliti di diverse percentuali rispetto alle settimane precedenti, riflettendo l’incertezza su forniture e traffico navale.

– Il prezzo del gas naturale in Europa ha registrato forti balzi, con aumenti fino al +40/50% a causa di interruzioni produttive e timori sulla catena di fornitura.

Se la guerra prosegue o lo Stretto di Hormuz resta parzialmente bloccato, gli esperti avvertono che i prezzi del petrolio potrebbero raggiungere o superare i 100 $ al barile. Questo è importante perché:

– Gas e petrolio importati influenzano direttamente bollette di energia elettrica e gas in Italia (che importa oltre il 90% del suo gas).
– Aumenti del petrolio si trasmettono rapidamente ai prezzi di benzina e diesel alle pompe.
– Prezzi più alti del gas influiscono su riscaldamento e costi industriali.

Quanto potrebbe costarci

Famiglie e potere d’acquisto

Secondo alcune stime preliminari per l’Italia:

– Le famiglie potrebbero vedere una perdita di potere d’acquisto fino al ~7% se i prezzi dell’energia continuano a salire.
– In alcuni scenari, l’effetto cumulato di bollette, carburanti e alimentari potrebbe tradursi in una spesa aggiuntiva di circa 100 euro al mese per nucleo familiare medio.

Inflazione

L’inflazione italiana ed europea potrebbe aumentare, con proiezioni che parlano di un tasso annuale verso il 3,5-4% qualora gli aumenti energetici persistano.

Carburanti e trasporti

Un aumento del prezzo del petrolio si riflette quasi immediatamente nei costi di carburante:
– Se il greggio sale, la benzina e il diesel alle pompe aumentano di conseguenza.
– In passato, incrementi dei prezzi del petrolio di qualche dollaro al barile hanno spesso portato a rincari significativi alla pompa.

Alimenti e beni di consumo

L’effetto non è solo diretto sull’energia:
– Trasporto merci più costoso → costi di distribuzione più alti → incremento dei prezzi alimentari e dei beni di largo consumo.
– Aumenti dell’energia influenzano anche costi di produzione e conservazione (es. industria alimentare).

Altri effetti economici indiretti

– Una maggiore inflazione può abbassare la crescita economica, riducendo redditi reali e potere di acquisto.
– Alcuni settori energivori (vetro, chimica, ceramica, carta) possono subire riduzioni di produzione o pressione sui prezzi.

In sintesi: cosa dovrebbero aspettarsi i cittadini italiani

– Energia e bollette più care (gas + elettricità)
– Carburanti alle pompe più costosi
– Pressioni al rialzo sui prezzi alimentari e trasporti
– Inflazione generale moderatamente più alta
– In media, famiglie italiane potrebbero pagare alcune decine di euro in più al mese, potenzialmente vicino a 100 € se la guerra dovesse protrarsi e i prezzi energetici restassero elevati.

L’entità dell’impatto economico dipende fortemente da quanto la guerra si estende nel tempo, da eventuali interruzioni effettive delle forniture e dalle politiche di risposta dei governi e dei mercati globali (ad esempio aumento produzione OPEC, rimpiazzo di forniture, scorte strategiche, ecc.). Siccome credo (mi auguro ovviamente di sbagliare) che questa guerra non finirà nel breve periodo allora aspettiamoci anche il peggio.
Ciò ovviamente vale anche per il Mercato Turistico che potrebbe risentirne. Insomma un quadro assai complicato. Un quadro in cui oggi delineare scenari diversi dalla prudenza e dalla negatività non pare possibile. Aspettiamo il peggio augurandoci il meglio. Ed è il caso di chiudere con “Tanti Auguri”.

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