Tiroide, da Napoli gli esperti lanciano l’allarme: ne soffre il 10% degli italiani

Prof. Giovanni Docimo

NAPOLI – Appuntamento il 29 e 30 gennaio con “50 sfumature di grigio” nelle patologie tiroidee di interesse chirurgico e non.

Le patologie tiroidee rappresentano un tema di sanità pubblica di grande rilevanza: circa il 10% della popolazione soffre di questa patologia. L’incidenza dei noduli tiroidei in Italia supera il 50%; i tumori maligni della tiroide sono la prima neoplasia del sistema endocrino per frequenza.
L’XI workshop di aggiornamento in chirurgia tiroidea, appuntamento scientifico di livello nazionale, dedicato alle patologie tiroidee e alle loro complesse implicazioni diagnostiche, terapeutiche e chirurgiche vedrà impegnati a Napoli il 29 e 30 gennaio i principali specialisti italiani.
Il titolo dell’edizione 2026 richiama volutamente le numerose zone di incertezza clinica e decisionale che ancora caratterizzano la gestione di queste patologie, nonostante l’esistenza di linee guida nazionali e internazionali.
Presidente del congresso e organizzatore dell’evento è il professore Giovanni Docimo, ordinario di chirurgia generale, responsabile della Thyroid unit dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, past president della Società italiana di Endocrinochirurgia (Siuec).
È un orgoglio presentare il workshop di aggiornamento in chirurgia tiroidea giunto all’XI edizione – dichiara Docimoche quest’anno si impreziosisce della partecipazione attiva dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame). Ringrazio anche la Società italiana unitaria di endocrinochirurgia (Siuec) e la Società italiana di chirurgia (Sic), che confermano la loro presenza e il loro patrocinio.
Negli ultimi venti anni la diagnostica, la cura e le indicazioni chirurgiche delle patologie tiroidee sono profondamente cambiate, ma permangono molte ‘zone grigie’ che portano a decisioni diverse e non sempre univoche. L’approccio multidisciplinare rappresenta oggi il vero gold standard per individuare il trattamento più idoneo per ogni paziente”.

Negli ultimi anni, l’evoluzione delle metodiche diagnostiche e terapeutiche ha consentito tassi di guarigione molto elevati e percorsi sempre più personalizzati, basati sulla stratificazione del rischio e sulla centralità del paziente. Tuttavia, restano ancora aperti interrogativi cruciali: qual è la terapia giusta? Quando intervenire chirurgicamente? Quale tecnica scegliere? Quali sono le reali novità in ambito diagnostico e terapeutico? quando e dove indirizzare il paziente? A questi interrogativi proverà a dare risposta il workshop partenopeo

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