“La bella Sorrento”: un paese dove non cambia mai nulla, ma che dovrebbe farlo!
Questo non è un articolo, ma una serie di riflessioni libere di un cittadino innamorato della sua terra.
Da cittadino di Sorrento, mi piace definire noi sorrentini come i “caratisti” del paese. Sì, noi siamo i veri “proprietari” della città, eppure, chissà perché, ce ne dimentichiamo! Questi nostri “vuoti” lasciano spazio a “bande voraci” che occupano il potere. E poi, tutto finisce come è finito! Noi cittadini siamo osservatori attenti, spesso silenziosi, ma con il difetto di commentare sottovoce, magari al buio, per non farci vedere.
È sbagliato! Perché più cervelli ragionano insieme, meglio si sviluppa il territorio. Il nostro core business è il turismo, e lo sviluppo del turismo passa attraverso la buona e sana gestione del territorio. Nei decenni passati abbiamo sbagliato tanto, ora, per i prossimi decenni, bisogna rimediare e partire appunto da una sana gestione.
Credo nella forza del libero pensiero, nella chiarezza delle parole, nella passione autentica per la propria terra. Gli interessi personali, che è giusto ci siano, dovrebbero venire dopo.
Da oltre trent’anni scrivo di Sorrento, sempre senza giudicare le persone – perché non fa parte del mio DNA – ma per stimolare una riflessione, analizzare i fatti, proporre qualche idea.
Ho lanciato alcuni suggerimenti che, purtroppo, in trent’anni non sono mai stati presi in considerazione da alcuna amministrazione comunale. Anzi, chi esprime idee viene spesso guardato con sospetto, perché a Sorrento chi “sale al Comune” si sente padrone! È un atteggiamento sbagliato: chi amministra dovrebbe essere al servizio di tutti e ascoltare tutti!
Speriamo ora in un futuro migliore perché ciò che è accaduto, che non commento ma non posso dimenticare, è stato un forte tsunami.
Non scrivo per avere ragione o imporre verità. Scrivo per amore, con il cuore, e con la speranza – forse vana, ma sincera – che qualcosa possa cambiare.
Che Sorrento possa davvero rinascere e migliorare!
Credo di essere una voce libera, non partigiana, mai contro qualcuno o qualcosa. Sempre a favore di cittadini, imprese e quindi di Sorrento. Di certo anche io ho l’amaro in bocca per il disinteresse verso la mia persona che questa città ha dimostrato, ma capisco chi non vuol capire!
Ho sempre scelto di essere indipendente, mai legato a logiche di potere. Certo, ho le mie preferenze per uomini e donne (vecchi e nuovi) con potenzialità, anche se pochi però ve ne sono. Credo nella libertà di espressione e di pensiero come valore e nella dignità del pensiero. Ho visto la mia città cambiare, sì, ma solo in superficie, e spesso in peggio! È cresciuta grazie al turismo – e ne gioisco – ma resta intrappolata oggi in un immobilismo profondo, con un’immagine danneggiata. La mission di tutti oggi dovrebbe essere prima nel fare un “mea culpa” e poi dare disponibilità a “lavorare insieme” per costruire una squadra da Champion!
Mi ricordo, e ricordo, che quando per tre anni (2000-2003), sono stato anche amministratore delegato di una banca locale, quindi banchiere, ho fatto erogare circa 120 milioni di euro di prestiti nel territorio, ottenendo conferma della grande capacità, vitalità e serietà imprenditoriale di questa terra, che già conoscevo bene. Ho iniziato a lavorare per questo territorio dai primi anni ’70. Conosco storie e persone e non posso che parlare bene di ciò che mi compete: serietà e capacità di fare impresa. Ma il solito difetto di gestire solo il proprio orticello! Di altro, non parlo, perché, lo ripeto, non giudico mai le persone. Non compete a me farlo. Io amo, e sono professionalmente orientato, a gestire – organizzare – sviluppare mai a giudicare.
Ho sempre creduto in una visione economica inclusiva, dove imprenditori e cittadini collaborano e crescono insieme. Il conflitto tra categorie è sterile e distruttivo. Solo lavorando insieme si costruisce davvero il futuro. Ne ero convinto ieri e oggi, dopo i noti tristi fatti accaduti, ne sono convinto ancor di più che questa è la strada.
Il silenzio della politica
Ho scritto di economia, società, abitudini. E anche di politica, finché la politica ha smesso di esistere, con le conseguenze che ci sono cadute addosso! Il dibattito di anni fa è scomparso. L’opposizione si è dissolta e appiattita, lasciando spazio a un conformismo grigio e autoritario. Sbagliato!
Dopo ciò che è accaduto – e che non commento, mi ripeto, per rispetto delle autorità competenti, che sapranno cosa fare – auguro solo che chi siederà in futuro sulla poltrona di Sindaco, a breve o lungo termine, trovi il coraggio, la forza, la determinazione e l’etica per fare passi concreti verso una gestione collegiale e seria. Una gestione dove contano le idee e le azioni di tutti, a partire dalla rivalutazione dei ruoli di assessori e consiglieri comunali. Vorrei vedere nella macchina amministrativa un passo avanti, verso una gestione improntata al bene comune.
Il potere locale è sempre gestito da pochi e per pochi. I volti non cambiano e la filiera resta la stessa. Si finge il cambiamento, ma tutto rimane immobile.
Sorrento, ahimè, è uno dei territori più conservatori d’Italia.
Il futuro? C’è, e lo credo molto positivo, perché c’è tanto da fare e se diamo più ascolto a tutti. Ma va costruito insieme!
Oggi si leggono, o si sussurrano, già nomi di possibili candidati a sindaco. Abbiamo una ferita ancora aperta, e già si inizia a spartire. Ma con quali idee nuove?
A Sorrento non mancano competenze né persone valide, anche tra chi non si è mai occupato di politica. Ma l’unica certezza è che non abbiamo bisogno di “importazioni” non sorrentine! Abbiamo bisogno di coraggio e di lavoro di squadra.
Il popolo, al momento, tace, si accontenta, resta distante, passivo, spesso attento solo al proprio tornaconto. Ma il prezzo di questa indifferenza lo paghiamo tutti. Perché chi rinuncia a partecipare, rinuncia anche a costruire un futuro per sé e per la propria famiglia.
Le promesse? Solo parole
“Faremo progetti, faremo infrastrutture, troveremo fondi.”
Parole, parole, parole. E intanto, nessuna scelta strategica forte, nessuna strategia vera.
Nessuna risposta concreta ai problemi che tutti conosciamo:
• Trasporti e infrastrutture
• Sanità
• Ordine nella città
E poi viabilità, sport, giovani, anziani, vivibilità. Servirebbero decisioni chiare, serie, lungimiranti. E invece, solo slogan, passerelle, riunioni inconcludenti.
Adesso lasciamo lavorare in pace la valida Commissaria Prefetto dott.ssa Scialla e i suoi due colleghi vice Prefetti che formano un team che può solo far del bene a questa nostra amata Città.
Ricordate il progetto dell’Unione dei Comuni? Il Comune Unico? Tutto finito nel nulla. Perché il potere, qui, non si condivide: si conserva.
Un territorio che merita di più, anche perché, per fortuna, ha un buon PIL e un reddito pro capite di alto livello.
I soldi in cassa ci sono. La tassa di soggiorno cresce e va ben indirizzata e meglio utilizzata. Gli altri introiti (tasse, multe, ecc.) restano su valori elevati. Basta gestire bene.
Questa terra meriterebbe ben altro. È tempo di voltare pagina!
Dopo i fatti noti, resta una sola domanda: “Si può sperare in una nuova saggia amministrazione? Sì, io credo di sì.”
Perché pensare al nuovo fa bene. Fa crescere. Fa sperare. Ma ….. lo faremo?
*Commendatore al Merito della Repubblica Italiana













