A proposito di Nitag e vaccini: perchè è vietato dissentire dalla vulgata dominante?
di Vincenzo Califano
Nel mirino del centro-destra melonian-salviniano è finito il Ministro della Sanità Orazio Schillaci non tanto perchè si è rivelata un flop l’annunciata drastica riduzione delle liste d’attesa, ma perchè ha azzerato il Nitag – Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (National Immunization Technical Advisory Group) – dopo soli 10 giorni dal suo insediamento.
Il motivo: escludere dal gruppo due sanitari, Eugenio Serravalle pediatra e Paolo Bellavite professore di ematologia e ricercatore, perchè critici nei confronti delle politiche vaccinali.
Contro queste designazioni si è scatenata la comunità scientifica nazionale e internazionale invocando la revoca di queste due nomine da parte di Schillaci perchè ritenuti “no vax“.
Schillaci invece ha pensato fosse meglio azzerare il Nitag e se ne parlerà a settembre quando le polemiche saranno sopite, sempre se il Ministro sopravviverà agli attacchi della sua stessa maggioranza che sulla vicenda è intransigente, mentre glissa su casi clamorosi come quelli Santanchè, Del Mastro, Casaruli che ignominiosamente restano incollati alle loro poltrone!
Torniamo a parlare del Nitag e dei sanitari “no vax“. FdI e Lega, che non hanno mai nascosto le loro simpatie per il cosidetto “popolo no vax“, sono rimasti fortemente contrariati dalla decisione del Ministro tanto che la stessa Meloni ci ha tenuto a far sapere che si è trattata di una decisione individuale di Schillaci non condivisa col resto del Governo.
La sola Forza Italia si è schierata col resto delle forze di opposizione plaudendo alla decisione del Ministro perchè i due sanitari presunti “no vax” compromettono le verità scientifiche sui vaccini covid e sulle vaccinazioni in generale.
Lontani mille miglia dalle politiche melonian-salviniane, ci sembra opportuno soffermarsi sulla vicenda per la semplice ragione che, estromettere pregiudizialmente da un Gruppo tecnico di lavoro su un tema così scottante e divisivo qual è quello dei vaccini, due medici che sostengono tesi diverse dalla maggioranza è a nostro avviso sbagliato.
Per la semplice ragione che il confronto delle idee, anche in materia scientifica, rende un servizio utile alla collettività, tanto più se si parla di salute e si chiede ai tecnici un contributo nell’analisi di problematiche a forte impatto sugli interessi generali e che quindi necessita del confronto tra diversi punti di vista e conoscenze su un problema così controverso e divisivo. Tanto più alla luce di novità emerse nel corso degli ultimi anni e che lo storytelling internazionale cerca di soffocare con tutti i mezzi che ha a disposizione.
In primis esercitando pressioni enormi sulla classe medica e scientifica ostracizzando chiunque osi soltanto dubitare delle verità imposte dalla ricerca scientifica ufficiale, ovvero quella apprezzata dalle multinazionali farmaceutiche che praticamente governano la sanità universale.
Ora si tratta di ragionare senza pregiudizi, nell’uno e nell’altro senso, se si vuole rendere un servizio utile alla medicina e quindi all’umanità che, a dispetto della narrazione corrente, apprende da ricerche ufficiali internazionali e pubblicazioni sugli esiti della pandemia-covid e sull’efficacia dei presunti “vaccini“, che le cose non stanno esattamente come ci è stato raccontato dalla comunità scientifica in gran parte megafono di governi proni alle multinazionali del farmaco.
Il dubbio, cioè, deve sempre accompagnare la ricerca scientifica in quel perenne divenire che le conferisce una natura dinamica e non statica nelle convinzioni e nell’analisi dei fatti.
Non si può negare che proprio la gestione covid ha messo in crisi il sistema informativo scientifico con un’oggettiva perdita di “credibilità” di una classe medica che, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha osato esercitare il proprio ruolo di fronte a evidenze che invece si dovevano e si devono tenere in una debita considerazione in virtù della tempistica con cui il vaccino anti-covid è stato realizzato e somministrato su scala mondiale alimentando il mercato multimilardario che ha corrotto politici, istituzioni e medici.
Prova della “contaminazione” tra medici e case farmaceutiche, in riferimento al Nitag, è per esempio la circostanza rivelata dalla giornalista Virginia Camerieri su Byoblu che riferisce di un’inchiesta giornalistica che ha portato alla luce conflitti di interesse in capo ad alcuni membri del Nitag per i rapporti con le multinazionai dei vaccini. Si tratta di:
Domenico Martinelli (Università di Foggia): sponsorizzato da Sanofi (2023) e MSD-Merck (2019)
Emanuele Montomoli (Università di Siena): finanziamenti da Sanofi (2022, anche come consulente) e MSD-Merck (2019, 2021)
Francesco Vitale (Università di Palermo): finanziamenti da Sanofi (2022), Pfizer (2018), GSK (2022–2023) e AstraZeneca (2022)
Alberto Villani (Ospedale Bambin Gesù / Società Italiana di Pediatria): contributi da Pfizer (2019), GSK (2020), Sanofi (2020) e AstraZeneca (per la redazione di documenti)
Sarebbe stato perciò più apprezzata la decisione del Ministro della Salute se fosse scaturita soprattututto da quest’ultima evidenza che delegittima il Gruppo Tecnico anzichè dalla presenza di sue sanitari accusati di essere “no vax” soltanto per alcuni dubbi che palesano sull’argomento vaccini covid e vaccinazioni più in generale.
Le critiche al Ministro da parte di FdI e Lega non riguardano questo aspetto, piuttosto il sistematico strizzar l’occhio a quell’universo “no vax” considerato un proprio bacino elettorale da entrambe le forze politiche che non vogliono rischiare di perdere consensi.
E’ veniamo al nocciolo del problema: sull’argomento-vaccini è semplicemente “vietato dissentire” dalla vulgata scientifica dominante, nonostante i dubbi e le perplessità generate dall’aumento di patologie e decessi connessi alla somministrazione dei vaccini-covid. La stessa cosa che avviene per la guerra russo-ucraina: è vietato contrastare lo storytelling nazionale e internazionale su Putin cattivo e Zelenski difensore della patria e degli interessi europei. Chi osa mettere in discussione il racconto ufficiale viene etichettato come “putiniano” e messo al bando.
Sempre in materia di vaccini e di lotta ai dissenzienti è emblematico il caso del dott. Massimo Citro della Riva che, addirittura con un documento ufficiale presentato nel 2021 al Senato della Repubblica, ha spiegato le ragioni per cui non si poteva e doveva parlare di vaccino-covid, piuttosto di siero sperimentale. Ovviamente nessuna campagna vaccinale di massa si sarebbe potuta realizzare se fosse stata presentata per quella che effettivamente era: iniezione di un serio sperimentale anti-covid i cui effetti negativi non si erano ancora potuti verificare in considerazione della mancata e usuale sperimentazione che generalmente si fa.
E’ un dato di fatto che i decessi improvvisi anche di persone apparentemente sane riempiono le cronache quotidiane senza che mai venga fornita una spiegazione esaustiva delle ragioni di queste morti, ancor di più quando riguardano persone giovani se non giovanissime. Senza considerare l’esplosione dei cosiddetti turbo-cancer che si manifestano improvvisamente e a carico di una popolazione sempre più giovanissima.
Ecco l’utilità di una commissione rappresentativa di tutte le idee e conoscenze scientifiche per poter analizzare il problema sotto molteplici punti di vista e fornire al Ministero della Salute un reale supporto nelle valutazioni politiche che riguardano la materia vaccinale.














