Anche sulla cultura c’è il “redde rationem” tra vecchio e nuovo!

Anche la Cultura rischia di restare completamente travolta dallo scontro politico tra l’ex centro-sinistra bassoliniano e il nuovo centro-destra di Caldoro con i Cesaro e Cosentino in “salsa mista. Rassegne, eventi, centri culturali e iniziative che nel ventennio bassoliniano hanno primeggiato, fino al Forum delle Culture ancora nella mani della Sindaca Iervolino ma sotto stretta vigilanza della Regione, oggi rischiano di essere cancellati dalla revoca di finanziamenti, da scelte politiche e amministrative dettate da ristrettezze di cassa, ma che creano vuoti difficilmente colmabili nel breve-medio termine. Una politica famelica non se li pone questi quesiti e cancella, distrugge quanto realizzato in questi anni. E’ chiaro che il sistema di Bassolino e del suo entourage è stato di tipo clientelare, ha favorito altre cricche che nella politica e nelle risorse pubbliche sono nate, cresciute e pasciute, ma ciò non giustifica la cancellazione con un colpo di spugna tutto quanto è stato realizzato. Fino alle elezioni amministrative dell’anno prossimo ci sarà da fare i conti con un centro-destra che governa provincia e regione e un centro sinistra che guida il Comune di Napoli. Quasi certamente il Comune passerà nella mani del centro-destra, a meno di miracoli, ma si ripropone il quesito: è utile quest’omogeneità di governo politico per tutti i livelli istituzionali, oppure no? Stando all’esperienza bassoliniana questa situazione si è rivelato un boomerang per Città e per la Campania, ma ciò non significa che automaticamente il centro-destra debba comportarsi allo stesso modo. Anzi per risultare credibile e affidabile dovrebbe scongiurare crociate politiche per accaparrarsi tutto e per finire, inevitabilmente, come il centro-sinistra. Napoli e la Campania non possono permettersi altri sfaceli perchè a rischio c’è la pace sociale. Attenzione quindi, perchè ogni attentato alla cultura si traduce in una perdita di libertà per il Paese. (27/08/2010)

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