Sorrento, Michelangelo Scannapieco denuncia un grave episodio di intimidazione
SORRENTO – Michelangelo Scannapieco ha denunciato un grave episodio intimidatorio accaduto ai suoi danni al punto da dover richiedere l’intervento dell’Arma dei Carabinieri di Sorrento cui ha fatto seguito un esposto alle autorità in cui viene illustrato quanto accaduto, l’invito a garantire tutela a sè e alla sua famiglia, il ringraziamento alle autorità che sono intervenute. Riportiamo di seguito l’esposto per consocere più in dettagliato quanto denunciato.
ESPOSTO DI SCANNAPIECO
AL SIG. PREFETTO DI NAPOLI
AL SIG. QUESTORE DI NAPOLI
AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI
Dott. Nicola Gratteri
AL MINISTRO DELL’INTERNO
Dott. Matteo Piantedosi
AL SINDACO DEL COMUNE DI SORRENTO
Avv. Corrado Fattorusso
e, per quanto di rispettiva competenza, alle Autorità interessate
OGGETTO: GRAVISSIMO EPISODIO INTIMIDATORIO CON REITERATE MINACCE DI MORTE PRESSO LA MIA ABITAZIONE IN SORRENTO – NOVE PERSONE GIÀ IDENTIFICATE DALL’ARMA DEI CARABINIERI – RICHIESTA URGENTE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO E DI ADOZIONE DI OGNI MISURA NECESSARIA A TUTELA DELLA MIA FAMIGLIA E DELL’ORDINE PUBBLICO
Egregi Signori,
con la presente intendo portare formalmente alla Vostra attenzione un episodio di eccezionale e assoluta gravità, verificatosi a Sorrento presso la mia abitazione e che ha coinvolto direttamente me e la mia famiglia. Non ritengo più possibile considerare quanto accaduto come un semplice contrasto tra privati. Ci troviamo dinanzi a un’azione collettiva dalle modalità fortemente intimidatorie, caratterizzata dalla presenza di numerose persone giunte contemporaneamente sotto casa nostra, con ripetute minacce, anche di morte, urlate nei nostri confronti. La situazione ha assunto caratteristiche tali da far temere concretamente per la nostra incolumità personale. Di fronte a quanto stava accadendo abbiamo immediatamente richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine.
L’INTERVENTO DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Desidero innanzitutto esprimere il mio più profondo riconoscimento all’Arma dei Carabinieri di Sorrento, intervenuta tempestivamente e con grande professionalità. I militari hanno acquisito anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza e hanno immediatamente avviato le attività investigative. A seguito delle indagini svolte, risultano già identificate nove persone. Da quanto mi è stato riferito, tra i soggetti identificati figurerebbero anche persone con precedenti penali di particolare rilievo. Si tratta di un elemento che, qualora confermato dagli accertamenti ufficiali, rende a mio avviso ancora più urgente una valutazione approfondita del rischio al quale io e la mia famiglia potremmo essere esposti. Le indagini sono tuttora in corso e riponiamo piena fiducia nell’operato dell’Arma dei Carabinieri e dell’Autorità Giudiziaria.
NON È PIÙ SOLTANTO UNA QUESTIONE PRIVATA
Signor Prefetto,
Signor Questore,
Signor Procuratore,
Signor Ministro,
quanto accaduto pone una questione che ritengo non riguardi più soltanto Michelangelo Scannapieco e la sua famiglia. Quando nove persone vengono identificate a seguito di un episodio nel quale un gruppo numeroso raggiunge l’abitazione di una famiglia e vengono pronunciate reiterate minacce di morte, ritengo doveroso interrogarsi anche sulla sicurezza del territorio. La nostra preoccupazione non nasce da suggestioni. Nasce da fatti concreti. Nasce dalle modalità con cui tali persone si sono presentate. Nasce dalle minacce ricevute. Nasce dal numero dei soggetti coinvolti. Nasce, infine, dalle informazioni relative ai precedenti di alcuni degli identificati, che dovranno naturalmente essere verificate e valutate esclusivamente dalle Autorità competenti.
TEMIAMO CHE POSSANO TORNARE
Il punto che maggiormente mi preoccupa è estremamente semplice: chi può garantire oggi che queste persone non tornino? Chi può escludere che le minacce pronunciate non possano trasformarsi in un gesto ancora più grave? Non intendo creare allarmismi né sostituirmi alle Autorità competenti. Proprio per questo mi rivolgo formalmente alle massime Autorità dello Stato preposte alla sicurezza e alla tutela della legalità.
CHIEDO UNA VALUTAZIONE URGENTE DEL RISCHIO
Alla luce di quanto sopra, CHIEDO FORMALMENTE: che venga effettuata con urgenza una valutazione della situazione sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica; che venga valutato il concreto livello di rischio al quale risultano esposti il sottoscritto e i componenti della mia famiglia; che vengano considerate, nell’ambito delle rispettive competenze, tutte le misure preventive, di vigilanza e di tutela ritenute necessarie; che venga valutata con particolare attenzione la posizione dei soggetti già identificati e l’eventuale pericolo di reiterazione di condotte intimidatorie o violente; che ogni elemento emerso dalle attività investigative venga valutato anche al fine di accertare l’eventuale esistenza di ulteriori collegamenti o profili di interesse per le competenti Autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza.
SORRENTO NON PUÒ ACCETTARE L’INTIMIDAZIONE COME METODO
Desidero essere estremamente chiaro. Non sto chiedendo un privilegio. Non sto chiedendo una corsia preferenziale. Sto chiedendo sicurezza. Sto chiedendo che una famiglia possa vivere nella propria abitazione senza temere che un gruppo di persone possa nuovamente presentarsi sotto casa pronunciando minacce di morte. E sto chiedendo che venga tutelata anche Sorrento. Perché quando l’intimidazione raggiunge la porta di casa di un cittadino, non è più soltanto quel cittadino ad avere un problema. È la comunità intera che deve interrogarsi.
IL RINGRAZIAMENTO AL SINDACO DI SORRENTO
Tengo altresì a ringraziare pubblicamente e istituzionalmente il Sindaco di Sorrento, Avv. Corrado Fattorusso, che, appreso quanto accaduto, mi ha personalmente telefonato manifestando immediata attenzione e disponibilità ad attivarsi. Un comportamento istituzionale che ho particolarmente apprezzato in un momento tanto delicato per la mia famiglia. Rinnovo altresì il mio profondo ringraziamento e il mio rispetto all’Arma dei Carabinieri di Sorrento, per la tempestività dell’intervento e per le indagini immediatamente avviate.
NON ASPETTIAMO CHE ACCADA QUALCOSA DI IRREPARABILE
Concludo questa mia rappresentazione con un appello che non vuole essere retorico. Non aspettiamo che accada qualcosa di irreparabile per comprendere la gravità di ciò che è già accaduto. Le minacce di morte sono state pronunciate. Le persone sono state identificate. Le immagini sono state acquisite. Le indagini sono in corso. Adesso occorre fare tutto quanto previsto dall’ordinamento affinché tali condotte non possano ripetersi e affinché la mia famiglia possa tornare a sentirsi sicura. Confido nell’intervento delle Istituzioni dello Stato e resto a completa disposizione per ogni ulteriore dichiarazione, documentazione, registrazione o elemento utile agli accertamenti in corso. Chiedo che la presente venga acquisita agli atti e valutata con carattere di massima urgenza.












