Sorrento – Umorismo e impegno sociale Rosalia Porcaro, attrice non solo comica

Rosalia Porcaro, attrice

Rosalia Porcaro, attrice

Sorrento (NA) Un vero piacere incontrare Rosalia Porcaro che a Sorrento nell’ambito della bella rassegna “Teatro Fuori le Mura Revolution”, organizzata dal Comune di Sorrento in collaborazione con Gruppo Le Muse e la direzione artistica di Marco Palmieri, ha presentato lo spettacolo “Semp’ess” accompagnata dal musicista Ivan Del Vecchio. Rosalia Porcaro attrice e cabarettista italiana, che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare fin dagli esordi nelle compagnie di Antonio Casagrande, Rino Marcelli e Renato Carpentieri, con “Semp’ess” ripropone al pubblico sorrentino quei personaggi femminili che l’hanno resa famosa sia in Tv che a teatro. Ciò che colpisce della sua produzione autoriale è l’indubbia capacità di creare personaggi e caratteri che spingono lo spettatore non solo a ridere ma soprattutto a riflettere. Quasi sempre, infatti, dalla medesima fonte del riso, si possono trarre anche pensieri seri, a sostenerlo era niente meno che Cicerone nel De Oratore, da questa fonte sanno trarre commedie brillanti solo gli autori di talento. Rosalia può vantare questa capacità. Veronica, l’operaia che lavora in una fabbrica di borse, o Creolina, l’ingenua ragazza napoletana che lavora in un negozio di casalinghi, sono anche occasione di riflessione sulla condizione delle donne nel mondo del lavoro ancor oggi drammaticamente penalizzate, così come Assundam, la donna afgana che ironizza sulla “democrazia della guerra” è anche un modo “sarcastico” di raccontare gli “uomini che odiano le donne”. La carrellata di personaggi dell’autrice e attrice Rosalia Porcaro si è poi arricchita in questi ultimi tempi delle due protagoniste della pièce “Core ‘ngrato” che portano in scena in tutta la sua drammaticità l’Alzheimer: malattia che spariglia tutte le carte, che rende una donna estranea a se stessa e chiama una figlia a diventare madre della sua stessa madre. Vi suonerà strano che vi racconti del teatro di Rosalia Porcaro con toni così seri, ma la sua comicità non nasce da quello che i critici definiscono, “di scarto dall’atteso”: vale a dire la caduta improvvisa in scena, la battuta salace che non ti aspetti. L’umorismo di Rosalia Porcaro è quello che alcuni filosofi definisco “competenza per i momenti difficili”. I suoi personaggi ci fanno ridere e pensare, non sghignazzare e neppure sorridere, sono il segno di una grande sensibilità non solo di genuino talento comico, quello che in passato abbiamo applaudito in attrici della caratura  di Tina Pica, Bice Valori, Franca Valeri, Monica Vitti, Anna Marchesini, solo per citare le prime che hanno dimostrato che la comicità non ha genere. Quella che segue è l’intervista che Rosalia Porcaro mi ha gentilmente concesso.

a cura di Luigi De Rosa

La prima domanda che le rivolgo è sulla pièce che presenta questa sera a Casarlano, perché ha scelto questo titolo “Semp’ess”?
– Sa spesso a teatro, tra un cambio d’abito e l’altro per proporre un nuovo personaggio, sentivo le persone chiedersi ma è “Semp’ess”? Così, semplicemente, ho deciso che quest’espressione poteva funzionare anche come titolo, anche perché in questo spettacolo propongo al pubblico un po’ tutti quei personaggi che da anni interpreto a teatro o in tv: la signora anziana, la cantante e ultima la figlia della signora malata di Alzheimer, carattere che ho approfondito in una pièce “Core ‘ngrato” che aveva la regia di Carlos Branca. Con me in scena ci sarà Ivan Del Vecchio un ottimo chitarrista che non solo riempie la scena durante i cambi, ma con i suoi insert musicali mi aiuta a disegnare meglio il carattere del personaggio in scena. Le mie sono tutte donne forti, solo apparentemente remissive.
– Prendo spunto da quanto mi ha detto sia sui suoi personaggi sia sulla citazione di “Core ‘ngrato”, io ho sempre pensato che la sua comicità declinava anche concetti forti quelli di denuncia o impegno sociale e “Core ‘ngrato” è l’opera della sua maturità autoriale, non è così?
Sì, “Core ‘ngrato” nella mia produzione artistica rappresenta uno step molto significativo. Avevo la necessità di portare in scena non più solo il divertimento ma qualcosa di più profondo. La comicità legata ad un tema serio offre sia a me attore, che allo spettatore uno spettacolo più ricco, più completo. Per me “Core ‘ngrato” rappresenta un punto di partenza, ho voglia di approfondire sempre di più questo tipo di teatro.
Quando ha scoperto questa sua vena comica?
Beh, le devo confessare che sono stati gli altri a farmela scoprire. Agli inizi della mia carriera a teatro tutte le volte che capitava che mi assegnassero ruoli brillanti, scoprivo che la gente non solo mi apprezzava ma rideva di gusto. Agli inizi io sognavo di fare l’attrice e mai avrei immaginato di raggiungere la notorietà facendo l’attrice comica.
Qual è l’attore comico che l’ha ispirata?
Massimo Troisi. Non mi pareva vero che una persona che fondamentalmente era timida riuscisse a trasformarsi davanti ad una telecamera o su di un palco e a mettersi in gioco, perchè sono io stessa timida ed è per questo che sentivo Massimo un attore molto vicino alle mie corde a come vivo io la performance attoriale.
Che cos’è invece che strappa un sorriso a Rosalia Porcaro?
L’imprevisto, quello che non ti aspetti. La battuta spontanea.
L’autore comico o il regista che sente più affini al suo teatro?
Bella domanda, mi ha spiazzata in questo momento (Sorride N.d.A.)
La tolgo dall’imbarazzo della scelta. Tempo fa l’ho vista in uno spettacolo che ho trovato stupendo Taxi a due piazze (commedia scritta da Ray Cooney N.d.A.) la regia la firmava Chiara Noschese, cosa mi può raccontare?
Lei mi chiedeva di un regista, ebbene Chiara Noschese è molto brava, una regista esigente che prova tanto ma è anche molto ironica, mi sono trovata molto bene con lei. Tra l’altro quello che lei ha visto è il primo allestimento in versione femminile di questa commedia in Italia. Le posso anticipare il ritorno in scena a ottobre di questo progetto teatrale.
Ultima domanda, il suo sogno nel cassetto?
È sempre lo stesso da anni. Vorrei realizzare un film, vorrei scriverlo e interpretarlo ma non ne firmerei la regia, non mi sento ancora pronta per questo ruolo. Vorrei scrivere una storia mia come ho fatto per il teatro, la regia l’affiderei ad un emergente di talento.
Grazie

Teatro fuori le Mura Revolution il cartellone 2023

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