Housing Sociale a Sant’Agnello, 15 avvisi di chiusura d’indagine, mozione dei 5 Stelle

Housing Sant'Agnello

Il terremoto giudiziario che si è abbattuto sull’Amministrazione Comunale di Sant’Agnello per la vicenda “Housing Sociale” e che ha portato alla notifica di 15 avvisi di conclusione d’indagine a carico di sindaco, assessori, dipendenti, tecnici e consulenti era ampiamente atteso visti gli atti e le sentenze dei mesi scorsi. La Procura di Torre Annunziata diretta da Nunzio Fragliasso e col sostituto Andreana Ambrosino che ha svolto l’inchiesta ha messo nel mirino della giustizia il sindaco Piergiorgio Sagristani, quattro assessori in carica e due ex assessori: Giuseppe Gargiulo (vice sindaco), Attilio Massa, Chiara Accardi, Maria De Martino, Pasquale Esposito e Antonino Castellano ex assessori. Inoltre l’ex capo dell’UTC Francesco Ambrosio, due dipendenti dell’ufficio, Pietro Iaccarino e Raffaele Palomba, l’ing. Paola Di Maio consulente tecnico che fu incaricata di redigere una perizia dai Carabinieri delegati all’indagine dalla Procura, l’ing. Antonio Elefante progettista e deus ex machina dell’operazione housing non solo a Sant’Agnello, Francesco Zurlo commercialista e amministratore della SHS, Danilo Esposito e Francesco Gargiulo ex amministratori della New Electra, la società cui fu affidata la realizzazione dell’opera. I reatri contestati a vario titolo agli indagati sono l’abuso d’ufficio, la lottizzazione abusiva e falso.

La vicenda edilizia è nota, i 53 appartamenti realizzati e pronti ad essere consegnati ad altrettanti acquirenti furono bloccati all’ultimo minuto dall’intervento della Procura oplontina che appose i sigilli al complesso residenziale suscitando veementi proteste finite anche alla ribalta nazionale per l’intervento dell’inviato di “Striscia la Notizia” che ha accesso i riflettori sull’operazione praticamente abortita in quanto giudicata abusiva. Tutti i tentativi posti in essere per ottenere un dissequestro anche provvisorio per consentire alle famiglie di abitare gli appartamenti acquistati trovandosi molti di essi in condizioni di sopraggiunta assoluta precarietà non sono stati accolti e questo ha ulteriormente esasperata la situazione. Anche il Sindaco Piergiorgio Sagristani ha ripetutamente espresso solidarietà alle famiglie, incontrato i vertici della Procura nel tentativo di sbloccare la situazione e di fare luce sulle effettive responsabilità.

Alla fine la Procura ha pesantemente coinvolto la componente politica nell’affaire housing addebitandole responsabilità nella gestione amministrativa dell’iniziativa edilizia ideata dal progettista Elefante in virtù di un’interpretazione, poi risultata errata, della legge “Piano Casa” inapplicabile nell’area in questione dove si sarebbe potuto realizzare un intervento di edilizia totalmente pubblico e non di edilizia residenziale privatacome è avvenuto. Le Associazioni ambientaliste WWF e Italia Nostra avevano presentato articolati esposti da cui si evinceva la violazione delle norme del PUT Penisola Sorrentina confermate dai pronunciamenti del TAR Campania e del Consiglio di Stato fino alla Consulta che ha confermatro il primato del PUT su qualunque altra norma urbanistica.

Nei prossimi 20 giorni gli indagati potranno fornire alla Procura la loro versione dei fatti o chiedere di essere ascoltati prima che il GIP si pronunci per un rinvio a giudizio o l’archiviazione, ipotesi quest’ultima piuttosto remota alla luce del corposo dossier dell’inchiesta e di altri sviluppi legati alla legittimità di alcuni assegnatari ad acquistare gli immobili.

A ulteriormente aggravare la situazione giudiziaria dell’Amministrazione si è aggiunta l’iniziativa del Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle, che a Sant’Agnello conta 3 esponenti, i quali hanno presentato una mozione di sfiducia al Sindaco e alla Giunta per il loro coinvolgimento nella vicenda evidenziandone una sopraggiunta incompatibilità dovendo l’Amministrazione, a tutela dei propri interessi eventualmente lesi, costituirsi in giudizio nei confronti degli indagati anche al fine dei possibili risarcimenti che le parti danneggiate potranno richiedere all’Ente. Insomma ipotizzare che sindaco e giunta possano costituirsi in giudizio contro sè stessi a tutela dell’Ente è impensabile, rinunciare a farlo, secondo i 5 Stelle, comprometterebbe l’interesse del Comune sul piano del danno erariale addebitabile a chi dovesse essere ritenuto responsabile dell’operazione. Una brutta gatta da pelare per il Presidente del Consiglio comunale, Gennaro Rocco, e per il segretario dell’ente Roberto Franco  cui spetta la decisione sull’atto presentato  e sui risvolti che ne derivano sia in caso di accoglienza, sia di rifiuto.

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