Clini a Napoli: se il ciclo integrato funziona, no agli inceneritori

Corrado Clini
Corrado Clini

NAPOLI – “Gli inceneritori servono dove non funziona il ciclo integrato dei rifiuti, se il ciclo funziona e se c’è recupero di materia con la raccolta differenziata gli inceneritori cominciano a non avere più economicità“. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, a Napoli dove ha partecipato a un dibattito promosso all’università Federico II. “Se il resto funziona l’incenitore non va avanti, lo si vede in molte regioni d’Italia dove gli impianti costruiti a fine anni Novanta oggi sono sottoalimentati“, ha insistito Clini rispondendo alle domande degli studenti intervenuti a dibattito e citando come esempio il caso di Napoli: “I rifiuti di Napoli vanno in Olanda perché lì non hanno più rifiuti da mettere dentro l’incenitore, e questo non perché siano fuori di testa ma perché il sistema è cambiato“. Clini ha poi messo in guardia “dall’errore di affrontare la questione in termini ideologici. Bisogna distinguere tra la valutazione sulla tecnologia e la decisione di usarla. Gli inceneritori corrispondono a tecnologie consolidate e oggi raffinate, con regole imposte dall’Europa che valgono dalla Svezia a Malta. Se si continua a dire che sono pericolosi non si va da nessuna parte, criminalizzando le tecnologie si entra in una discussione ideologica che non risolve il problema”. L’aumento della raccolta differenziata resta per Clini “la strada maestra. Il tema non sono i soldi – ha concluso – ma la costruzione di un ciclo integrato“.  Clini chiama in causa anche il Cip6, «non ha consentito agli inceneritori del nord di continuare a stare sul mercato, liberatevi dai miti». Poi, però, avverte: «Attenzione, se continuate a dire che la tecnologia e pericolosa non andate da nessuna parte e si rischia di entrare in una questione ideologica». E a chi, come alcuni attivisti, gli ha chiesto anche il perchè di una discarica, come quella di Terzigno in un parco naturale, Clini ha risposto: «è una cosa sciagurata averla fatta». «Chi inquina deve pagare. Noi questo principio con l’Ilva lo abbiamo applicato ma in genere si è perso tempo e le aziende chiedono i soldi allo Stato». Clini ne ha parlato a Napoli, città dove, non a caso, si sono aperti oggi i Dialoghi dell’Espresso, serie di incontri itineranti che in ben otto atenei italiani porteranno al centro del dibattito le emergenze dell’Italia.

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