Si vota a Sorrento per dare alla città un governo all’altezza delle grandi sfide che l’attendono

SORRENTO – Questa tornata elettorale assume davvero un significato (con altrettante implicazioni) decisivo per la città che da un lato sarà impegnata a restituire credibilità, trasparenza ed efficacia all’azione amministrativa dopo lo tsunami giudiziario che l’ha colpita, e dall’altro a dover scegliere tra un modello turistico basato sull’overtourism monoculturale, che ha in gran parte già compromesso la vivibilità interna e rischia di banalizzare l”attrattività internazionale, e l’esigenza di riposizionarsi strategicamente senza collassare: abbandonare cioè la logica dei grandi numeri attuando interventi strutturali drastici.

Quali sono a nostro avviso le priorità da affrontare?

Decongestionamento urbano attuando un numero chiuso virtuale perché il sovraffollamento nei mesi di punta – praticamente 9 mesi l’anno – ha azzerato la qualità della vita dei residenti e degradato l’esperienza dei viaggiatori alto-spendenti.
Occorre attuare uno stop alle licenze extralberghiere con un blocco totale dei permessi per nuovi B&B e case vacanza per fermare lo spopolamento del centro.
Istituire una ZTL territoriale permanente limitando rigidamente l’accesso ai veicoli non residenti lungo la Statale Sorrentina d’intesa con gli altri comuni peninsulari per non rendere inutile qualunque provvedimento e per non scaricare sui comuni limitrofi gli effetti degli ingressi contingentati.
Rimodulare le tariffe di sbarco con l’introduzione di “tariffe dissuasive” per il turismo giornaliero, per intenderci quello “mordi e fuggi” dei crocieristi e dei traghetti.

Occorre poi diversificare l’offerta andando oltre i luoghi comuni tanto cari a uno storytelling superato e contradditorio alla prova dei fatti, come testimoniano sempre di più i commenti rilasciati dai visitatori italiani e stranieri.
La forte stagionalità e questa narrazione attirano un turismo a basso valore aggiunto che soffoca la città già oltre la soglia di sopportazione. Bisogna perciò puntare Hub culturali e congressuali con investimenti in infrastrutture per eventi invernali, scientifici e aziendali che consentono di destagionalizzare i flussi.
A questo va ad aggiungersi l’offerta di un turismo costantemente in crescita e che è legato all’enogastronomia, alla valorizzazione dell’artigianato locale, dell’agricoltura, della proposta culinaria conosciuta e apprezzata, quindi ricercata e divenuto un forte attrattore per 365 giorni l’anno. Creando percorsi esclusivi e non di massa è possibile rivolgersi a un target di qualità che concepisce il turismo nella logica della conoscenza e dell’esperienza emozionale.
Questa scelta potrebbe incentivare anche il turismo d’affari impegnando le strutture alberghiere a garantire un’apertura annuale con significativi ritorni anche sul piano occupazionale.

Ovviamente tutto questo va inserito un ampio progetto di rinascita della città che passa attraverso la soluzione al problema della mobilità che richiede un approccio sovraccomunale e concertato col livello regionale dove compaiono all’orizzonte segnali incoraggianti per l’iniziativa assunta dal vice presidente Mario Casillo di istituire una consulta permanente sulla mobilità in penisola. Su questo fronte ha una priorità assoluta la rete ferroviaria dell’Eav che deve trasformarsi con la messa a regime dei nuovi convogli in un servizio metropolitano in grado di assorbire e smaltire, anche con una rivoluzione degli orari, il traffico su gomma. Per le vie del mare, considerando che senza il concorso della Regione gli armatori non sono in grado di assicurare un servizio che possa essere quasi alternativo rispetto a quello ferroviario e su gomma, occorre che l’Amministrazione investa anche del suo destinando una quota della “tassa di soggiorno” a questo settore per rendere sostenibile l’investimento delle compagnie con tariffe agevolate per i residenti (estendibili anche agli altri comuni della penisola se disposti a concorrere con percentuali dei ricavi della tassa di soggiorno alla copertura dei costi).

Non è più rinviabile inoltre la scelta di realizzare delle aree di sosta esterne collegate esclusivamente da navette pubbliche frequenti in modo da inibire l’accesso ai grandi pulman turistici.
Tutto questo serve a scongiurare un pericolo incombente per Sorrento e cioè quello di trasformarsi in una città svuotata dei propri abitanti, più simile a un parco tematico artificiale, privo di autenticità e che i mercati internazionali di alta fascia rifiutano.
In questo discorso si inserisce l’impegno ad affrontare il problema della disponibilità di immobili per i residenti consentendo ai giovani di trovare casa in affitto. Un altro discorso riguarda il commercio con un affollamento di negozi di souvenir low-cost che hanno trasformato la città e il centro storico in un bazar. Infine, ma non ultimo, il problema di attuare una più rigida regolamentazione degli orari della movida sorrentina, dell’inquinamento acustico e dell’occupazione di suolo pubblico.
Insomma restituire alla città una dimensione appropriata alla sua natura e rispondente a quello che nell’immaginario collettivo è Sorrento senza però più esserlo…e non da oggi.

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