Fabrizio Guastafierro presenta il suo ultimo lavoro dedicato alla “Chiesa dell’Addolorata”
Arriva in libreria l’ultimo lavoro di Fabrizio Guastafierro dedicato a una delle chiese più belle e significative di Sorrento, intrisa di storia, situata lungo l’antico decumano di via San Cesareo. Si tratta della “Chiesa dell’Addolorata e la Congregazione dei Nobili a Sorrento” cui Guastafierro dedica un’approfondita ricerca per colmare un vuoto della storiografia locale evidenziando come questo scrigno barocco rischiava di essere dimenticato dalla storiografia locale.
Fondata nel 1739 dai patrizi dei sedili Dominova e di Porta, la Chiesa nacque sotto il segno dell’esclusività, tanto da scatenare memorabili attriti con le autorità ecclesiastiche dell’epoca. Ma se le sue origini furono aristocratiche, il suo destino fu decisamente tormentato. Dopo l’Unità d’Italia, la congrega – di sentimenti legittimisti e fedele ai Borbone – subì dure persecuzioni. La Chiesa fu sconsacrata, chiusa nel 1867 e trasformata incredibilmente in un deposito e in un bivacco militare. Fu riaperta un secolo dopo, nel 1939, ma venne quasi buttata giù dal drammatico terremoto del 1980. Se oggi possiamo ancora ammirarla, lo dobbiamo alla caparbietà di un comitato di cittadini, all’architetto Guido Coluccio e a don Luigi Di Prisco, che ne hanno guidato il monumentale restauro fino alla solenne riapertura del 14 settembre 2007.
Guastafierro non propone il solito saggio accademico, il volume cattura il lettore svelando le anomalie e i segreti di questo luogo. A differenza di quasi tutte le chiese barocche della zona, qui gli altari laterali non sono in marmo policromo ma sono scolpiti direttamente in blocchi di pietra lavica (piperno). Al posto della classica cupola l’architetto realizzò una rarissima “scodella ellittica“. Sono solo alcune delle “curiosità” svelate da Guastafierro che si immerge nello sforzo di ricostruire storie e legami con la comunità sorrentina esplorando anche i “fili rossi” legati alla comune devozione mariana e i misteri condivisi con la vicina Chiesa dei Servi di Maria, legati al talento del pittore sorrentino Carlo Amalfi – autore delle splendide tele del 1739 e del 1741 – e alla potente figura del Cardinale Antonino Sersale.
Il viaggio continua nelle ricchissime appendici del libro anche in 3D, pensate per i veri curiosi di storia locale. Le meravigliose ricostruzioni tridimensionali curate da Salvatore De Stefano portano letteralmente in fieri le opere d’arte di Carlo Amalfi in una nuova dimensione. E ancora: le antiche piante geografiche di Sorrento, rielaborate digitalmente fino a trasformarle in veri e propri dipinti; la storia delle fontane de Lo schizzariello e gli scatti storici di Michele Gargiulo (detto ‘Santo’) che documentano la memorabile festa di riapertura del 2007.
Un libro che non può mancare nella libreria di chi ama Sorrento, la sua storia e i suoi segreti meglio custoditi, capace di dimostrare come il passato possa dialogare, in modo intelligente e onesto, con il futuro.
La presentazione del libro si terrà lunedì 22 giugno, alle ore 18, nel Salone Capitolare della Chiesa dei Servi di Maria.












