Oltre il Pronto Soccorso: come le Case di Comunità e l’Ospedale Unico cambieranno il volto della salute in Penisola Sorrentina
“Dall’investimento PNRR per 172 strutture regionali al nodo critico di Sant’Agnello: viaggio nel futuro (incerto) della medicina di prossimità nell’Asl Napoli 3 Sud.”
Oggi il Presidente della Giunta Regionale della Campania, Roberto Fico, è a Roma con gli altri presidenti di regione per incontrare il Ministro degli Affari Europei Tommaso Foti e fare il punto sull’attuazione del piano sanitario con i fondi PNNR. Ci sono in ballo le risorse della missione sanità per modernizzare la rete dell’assistenza e realizzare le Case di Comunità che nella sola Campania sono state previste nel numero di 172.
Di queste 87 sono case di comunità “Hub” dotate di servizi di assistenza primaria, diagnostica di base, prelievi e sono aperte h24. Le altre 85 sono case di comunità “Spoke“, cioè più leggere che offrono servizi di assistenza primaria e sono aperte almeno 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana.
Allo stato sono state aggiudicate le gare d’appalto, ma i lavori sono in forte ritardo perché la quasi totalità delle strutture è in fase di cantiere o di progettazione esecutiva. Gli immobili sono stati nella maggioranza dei casi individuati e si tratta di strutture già esistenti che devono però essere ristrutturate e adeguate alla nuova funzione, ma il vero problema riguarda il personale che manca per cui si rischia di assistere a una corsa contro il tempo fatta di inaugurazioni per opere ancora incomplete ma prive degli addetti il cui fabbisogno valutato è di circa 5000 sanitari.
Nell’Asl Napoli 3 Sud, che ricordiamolo è una delle più grandi d’Italia in rapporto al bacino di utenza, è prevista la realizzazione di 31 Case di Comunità e i principali interventi riguardano le seguenti realtà:
Torre del Greco – Hub – sede di Via Marconi 66 (già sede legale ASL)
Sorrento – Hub – presso i locali del distretto/ospedale in Corso Italia
Castellammare di Stabia – Hub – riconversione strutture distrettuali esistenti
Pomigliano D’Arco – Hub – nuova realizzazione/ristrutturazione PNRR
Marigliano – Hub/Spoke – potenziamento del polo di Via Pontecitra
Sant’Anastasia – Spoke – sede di Via Siano
Portici – Hub – sede di Via Libertà
Nola – Hub – potenziamento strutture distrettuali
Roccarainola – Spoke – intervento di ristrutturazione finanziato
Soffermiamoci sulla situazione del Distretto Sanitario 59 dei sei Comuni della Penisola Sorrentina attraversato da una profonda fase di transizione tra il potenziamento delle cure territoriali e le storiche criticità legate ai servizi di emergenza e alla realizzazione del nuovo Ospedale Unico.
Questi sono i punti chiave dello scenario aggiornato all’inizio del 2026:
1. Case e Ospedali di Comunità (Piano PNRR)
L’ASL Napoli 3 Sud sta procedendo con la riorganizzazione della medicina territoriale per decongestionare gli ospedali:
Massa Lubrense: a ottobre 2025 è stato consegnato ufficialmente il cantiere per la nuova Casa di Comunità in via Roma. Sarà un punto di riferimento per l’assistenza primaria e specialistica.
Vico Equense: il presidio “De Luca e Rossano” è al centro di una trasformazione funzionale. Secondo i piani regionali, la struttura ospiterà una Casa di Comunità e un Ospedale di Comunità, pur mantenendo alcune funzioni specialistiche (come il reparto di Ginecologia/Ostetricia), nonostante le forti richieste dei cittadini per il ripristino del Pronto Soccorso.
La sede legale e amministrativa principale resta a Sant’Agnello (viale dei Pini 1) con centri specialistici attivi a Meta (via Del Lauro) e ambulatori distribuiti negli altri comuni.
Il progetto per il nuovo Ospedale Unico della Penisola Sorrentina, che dovrebbe sorgere a Sant’Agnello per sostituire i vecchi nosocomi di Sorrento e Vico Equense, vive un momento decisivo. Attualmente l’opera è in una fase di negoziazione tecnica, in attesa cioè di indizione della sessione decisoria della Conferenza di Servizi per l’approvazione delle varianti progettuali.
TAR e Consiglio di Stato hanno cercato di sbloccare l’opera ribadendo che il progetto ha una valenza sovracomunale e strategica e respingendo alcuni tentativi di blocco totale da parte del Comune. Tuttavia, le sentenze non “costruiscono” l’ospedale, ma hanno imposto alle parti di tornare al tavolo delle trattative.
Il confronto è indubbiamente serrato tra la Regione Campania (che spinge per l’apertura dei cantieri per non perdere i fondi, circa 100 milioni di euro tra PNRR e fondi ex art. 20) e il Comune di Sant’Agnello che ha presentato delle osservazioni tecniche chiedendo di mitigare l’impatto volumetrico e di garantire maggiori tutele ambientali.
il fronte dell’emergenza e del pronto soccorso rappresenta la nota più dolente. A Sorrento il P.S. dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia è regolarmente operativo, ma in sofferenza per la carenza di personale: in particolare rianimatori e medici d’urgenza. Molti professionisti rinunciano agli incarichi a causa dell’alto costo della vita e dei problemi di mobilità in costiera. Di recente il Comune, amministrato dal Commissario Straordinario prefetto Rosalba Scialla, ha approvato una delibera che concede alla direzione sanitaria l’utilizzo di 5 posti auto nel parcheggio comunale di Piazza Lauro al costo convenzionato di 20€/mese. Un primo, significativo passo per venire incontro ai sanitari che potranno usufruirne secondo le disposizioni della direzione sanitaria.
A Vico Equense continuano le azioni di protesta dei cittadini che invocano la riapertura del P.S. generale attualmente limitato solo a quello ostetrico-pediatrico.
Per quanto concerne i servizi territoriali il Distretto ha potenziato il PUA (Punto Unico di Accesso) a Sant’Agnello per la presa in carico dei pazienti fragili. Per quanto concerne RSA e Cure Domiciliari resta attiva l’integrazione di Meta per l’assistenza agli anziani
La Penisola Sorrentina conta un’utenza di circa 80mila residenti (78.900 in base ai dati Istat) ed esiste un “gap” tra la dotazione attuale di posti letto nel distretto 59 e gli standard previsti dalla normativa nazionale (DM 70/2015) che fissa l’obiettivo di 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti (3,0 per acuti e 0,7 per post-acuti/riabilitazione).
Attualmente l’offerta ospedaliera distrettuale è frammentata tra i due presidi del raggruppamento Sorrento-Vico Equense. Il “Santa Maria della Misericordia” è il presidio principale per le emergenze, un DEA di 1° livello, con circa 70/80 posti letto tra medicina, chirurgia, cardiologia/Utic e ortopedia. Il “De Luca e Rossano“, che è in fase di riconversione, dispone di circa 40/50 posti letto per ostetricia-ginecologia, pediatria e una parte destinata alla lungodegenza-ospedale di comunità.
In base agli standard occorrerebbero 296 posti letto in rapporto al numero di residenti, mentre in rapporto alle presenza turistiche il numero dei posti letto sale a 740. Allo stato c’è un deficit di 171 posti letto ordinari e di 610 in rapporto ai flussi turistici. E’ evidente che l’ospedale unico, con 200-250 posti letto, rappresenta la soglia minima per avvicinarsi agli standard nazionali per i soli residenti che permetterebbe di accorpare i 125 posti letto attuali, potenziarli e superare la frammentazione che rende difficile gestire i turni del personale.
Nell’estate, anzi nella stagione turistica che si è ampliata dalla primavera all’autunno, il rapporto scende a meno di 1 posto letto ogni 1500 persone, una delle media più basse d’Europa per una zona a così alta densità turistica.
Praticamente il distretto sanitario 59 vive un deficit strutturale del 60% rispetto ai livelli essenziali di assistenza (LEA) teorici. Perciò in estate il sistema va in black-out e perché la realizzazione delle Case di Comunità è vista non come un’opzione, ma come l’ultima spiaggia per non far collassare l’Ospedale di Sorrento.
Il rapporto tra strutture e abitanti, in base alla riforma della sanità territoriale, prevede una casa di comunità ogni 40/50mila abitanti e per la Penisola occorrerebbero almeno due strutture principali (HUB) e qualche Spoke tra i poli di Vico Equense, Sorrento e Massa Lubrense. In pratica le Case di Comunità in questo territorio devono essere dimensionate non solo sui residenti, ma per gestire il primo soccorso e le urgenze minori dei visitatori che oggi intasano il pronto soccorso di Sorrento.
Per il distretto 59 la Casa di Comunità Hub rappresenta la soluzione al problema dei “codici bianchi“. Per esempio un turista con una forte reazione allergica o un residente che deve cambiare un catetere oggi finiscono inevitabilmente al Pronto Soccorso di Sorrento, aumentando le ore di attesa per tutti. Con la Casa di Comunità Hub funzionante, queste prestazioni vengono assorbite dalla struttura territoriale, lasciando l’ospedale libero di gestire solo infarti, traumi e urgenze reali.
Si tenga presente un altro fattore: la Penisola ha un indice di vecchiaia superiore alla media regionale, dato che rende le case di comunità che si occupano di cronicità, diabete, ipertensione ancora più vitali rispetto a un ospedale per acuti. Inoltre ci sono più anziani e bambini che dipendono dalla popolazione in età lavorativa e quindi necessitano di cure di prossimità (vicino casa) perché hanno più difficoltà a spostarsi verso gli ospedali di Castellammare o di Napoli.
Veniamo al dunque e cioè al vero problema della sanità in Campania e in particolare nell’ASL Napoli 3 Sud. Che cosa accadrà dopo l’inaugurazione delle strutture dotate di tecnologie all’avanguardia ma prive del tutto o quasi di personale? Ogni Casa di Comunità Hub necessita di almeno 7-11 infermieri di famiglia e di una presenza costante di medici. Tuttavia, i dati sindacali e le proiezioni regionali dipingono un quadro allarmante: la Campania sconta un deficit cronico di personale sanitario che i concorsi attuali faticano a colmare. Senza un piano straordinario di assunzioni e, soprattutto, senza un accordo strutturale con i Medici di Medicina Generale, che dovrebbero spostare i propri studi all’interno delle Case di Comunità, ma che spesso oppongono resistenze logistiche e contrattuali, l’investimento da 250 milioni di euro rischia di risolversi in un’operazione di restyling immobiliare.
C’è poi il tema della fuga dal pubblico: con uno stipendio medio tra i più bassi d’Europa e turni massacranti, quanti professionisti sceglieranno di restare nei presidi territoriali della periferia o della Penisola Sorrentina, dove il costo della vita è proibitivo? Senza medici e infermieri, la rivoluzione della sanità territoriale campana rischia di restare ferma sulla carta dei progetti architettonici, lasciando i cittadini ancora una volta in coda davanti ai Pronto Soccorso. Ecco perché è indispensabile procedere contestualmente allo sblocco delle assunzioni di personale che, come ripetutamente evidenziato dall’ex presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, conta un deficit di almeno 15 unità tra sanitari e personale paramedico. Questa è la sfida che attende il Presidente Fico per compiere il tanto auspicato salto di qualità nell’assistenza socio-sanitaria pubblica in Campania.
ViC












