A Positano il WWF saluta il nuovo anno con “Free Capiton Day”

POSITANO – Per festeggiare l’arrivo del 2026 i volontari del WWF Terre del Tirreno, come da tradizione beneaugurale portata avanti ormai da 12 anni dall’associazione locale del panda, hanno liberato nel Canyon Vallone Porto di Positano alcune anguille sopravvissute alla mattanza delle feste.

Un tempo le anguille erano presenti nel corso d’acqua che scorre nella forra del Vallone Porto fino alla spiaggia di Arienzo – racconta Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del Tirreno – come testimoniano gli abitanti locali e lo stesso Gianni Menichetti, che vive da 52 anni immerso nella natura selvaggia del canyon senza gli agi della moderna civiltà. Poi con la costruzione a monte della strada carrabile, che collega Montepertuso a Nocelle, l’edificazione di dighe e briglie a valle e le diverse captazioni di acqua dal rivo, si è persa ogni traccia di tale affascinante animale.

Il WWF con questo gesto simbolico intende accendere i riflettori su quella che è una specie iconica delle tradizioni gastronomiche del nostro Natale, ma di cui pochissimi ne conoscono la storia e i rischi che corre. Nell’atmosfera magica del Vallone Porto, tra felci rare, rane dorate, maestosi alberi e voli di poiane, le nostre anguille potranno riposarsi in Natura… in attesa di riprendere la lunga marcia verso il mare”.

Con l’arrivo delle feste natalizie, nei mercati di molte città italiane, in particolare nel centro-sud, è facile imbattersi in grosse anguille, i cosiddetti “capitoni”, vendute vive, quale piatto prelibato della tradizione nei giorni di festa. In pochi sanno però che l’Anguilla europea (Anguilla anguilla) è una specie in pericolo critico d’estinzione. Negli ultimi 30 anni, infatti, la popolazione globale di questo pesce un tempo abbondante ha subito un declino superiore al 95% in tutte le sue fasi di crescita ed è considerato oggi un animale assai più raro del Panda gigante o del Gorilla di montagna!

La distruzione del suo habitat, la costruzione di dighe e barriere artificiali che impediscono a questa specie, che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate, di completare il suo ciclo biologico e, soprattutto, una pesca insostenibile, fomentata dalla sempre maggiore richiesta per questo pesce sempre più raro, stanno risucchiando l’anguilla nel vortice dell’estinzione.

Gran parte del mondo scientifico e delle associazioni ambientaliste chiede a gran voce alla Comunità Europea una moratoria sulla pesca a questo animale straordinario. Resta a noi scegliere se rinunciare oggi ad una pietanza oppure, un domani, ad uno dei più incredibili gioielli dell’evoluzione.

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