Urban Nature, col WWF il “Festival della Natura in Città” all’oasi di Sant’Agnello
SANT’AGNELLO (Na) – Il 4 e 5 ottobre ritorna l’evento nazionale “Urban Nature – il festival della Natura in città” che giunge nel 2025 alla sua IX edizione, un’iniziativa promossa dal WWF per rendere evidente a chi vive nelle città italiane il valore della natura e la necessità di innovare il modo di pensare e pianificare gli spazi urbani, riconoscendo la centralità degli ecosistemi e delle reti ecologiche e l’importanza di promuovere azioni virtuose da parte di amministrazioni, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità nei sistemi urbani.
Numerose iniziative saranno realizzate in tutta Italia con oltre 100 eventi per promuovere la tutela e il potenziamento della natura nelle aree urbane a beneficio delle persone.
Urban Nature 2025 ha il patrocinio dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Società Botanica Italiana Onlus e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ed è realizzata in collaborazione con i Carabinieri forestali e ANMS (Associazione Nazionale dei Musei Scientifici).
Per l’occasione il WWF Terre del Tirreno, domenica 5 ottobre 2025, dedicherà una giornata alla riscoperta della natura all’Oasi in città di Sant’Agnello, il parco ri-creato sulla superficie di un’autorimessa interrata dove l’area naturale si presenta, a distanza di nove anni dalla sua creazione, sempre più ricca di biodiversità e incredibilmente rigogliosa! Un esempio concreto di ricostruzione della natura in città unico nel suo genere in Italia, ideato e realizzato grazie alla sinergia tra WWF e Comune di Sant’Agnello.
L’evento si svolgerà a partire dalle 10 e fino alla sera. Sarà possibile grazie alle guide WWF scoprire la flora e la fauna dell’oasi e comprendere l’importanza di un parco cittadino come risorsa per la comunità, dove ritrovare equilibrio e serenità.
Nei pressi dell’info point sarà allestita una mostra fotografica dedicata agli insetti e alle “creature della notte“, alcuni stand sulle attività dell’associazione, sulle api e il miele, banchetti con piante officinali e laboratori di disegno per i più piccoli. Sulla sponda del lago sarà possibile rilassarsi con lezioni di mindfulness & yoga. Nella “stanza del bambù” sarà possibile incontrare la mascotte Panda, allietati dalla musica di violino e violoncello.
Inoltre nell’oasi saranno installate opere di artisti da scoprire passeggiando tra le sonorità della natura. Ai più piccoli saranno distribuiti barattolini di miele biologico e piantine di roverella.
Ospite consueto di Urban Nature, a dimostrazione di un modo diverso di vivere la vita, sarà l’artista poeta Gianni Menichetti, socio fondatore del WWF Terre del Tirreno, che da oltre mezzo secolo vive nel canyon selvaggio il Porto di Positano, a contatto con la natura e senza gli agi della moderna civiltà, in compagnia della sua famiglia di animali, a cui ha dedicato il suo ultimo libro “Animal Loves of My Life“. Dopo il tramonto, alle ore 19.30, verrà proiettato il film “La Fattoria dei nostri sogni”, una lezione gioiosa e avvincente sulla convivenza ancestrale tra Uomo e Natura.
Tale iniziativa è svolta in virtù della Convenzione stipulata il mese scorso tra il Comune di Sant’Agnello e l’Organizzazione Aggregata WWF Terre del Tirreno allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza alla cultura dell’ambiente e favorire la valorizzazione dell’area a verde denominata “Oasi in città”.
L’IMPORTANZA DELLE AREE VERDI URBANE
Le aree verdi urbane rappresentano sempre di più una risorsa fondamentale per la sostenibilità e la qualità della vita delle persone in città. Lo dimostrano numerose ricerche scientifiche che confermano l’effetto positivo degli spazi verdi sulla salute mentale dei cittadini e sulla riduzione della mortalità.
Oggi il 99% della popolazione nel mondo respira aria inquinata che supera i limiti di qualità stabiliti dall’OMS, con gravi effetti sulla nostra salute. L’Italia è il primo Paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico, soprattutto per tumori da esposizione alle “polveri sottili” PM2,5.
Le aree urbane nel mondo ospitano più della metà della popolazione, di conseguenza sono e saranno sempre più al centro dei temi legati alle sfide globali, acquisendo un ruolo fondamentale per la salute e la sicurezza delle persone e per fermare il declino della natura. Lo conferma oggi il nuovo report del WWF “Persone, città e natura. Rinnovare l’ambiente urbano e migliorare la nostra salute” lanciato in occasione dell’iniziativa di Urban Nature che, con lo slogan “La Natura si fa cura”, invita tutti noi il 7 e 8 ottobre a dare il proprio contributo per aggiungere un pezzetto di verde alle aree urbane e per realizzare piccole ma preziose Oasi negli ospedali pediatrici italiani.
L’espansione urbana cresce a dismisura in tutto il mondo a scapito della Natura e della salute e sicurezza delle persone, tanto che oggi c’è una correlazione negativa tra la densità di popolazione e gli spazi verdi. In Italia, ad esempio, cresce più il cemento della popolazione: impermeabilizzazione e cementificazione sono progredite negli ultimi 3 anni con una media di 19 ettari al giorno (l’equivalente di 26,5 campi da calcio!), con importanti trasformazioni ed effetti collaterali negativi sul territorio, tra cui la perdita spesso irreversibile non solo di aree naturali selvatiche, ma anche di aree agricole, con seri rischi per la sicurezza alimentare.
Come denuncia oggi il WWF, inquinamento di aria, terra e acqua, stress, depressione e alienazione sono i principali effetti gravi della mancanza di natura nelle città. Le aree urbane coprono oggi quasi il 3% della superficie del Pianeta, producono oltre il 70% delle emissioni di carbonio e più del 50% dei rifiuti a livello globale, consumano tra il 60% e l’80% dell’energia e il 75% delle risorse naturali (alimenti e acqua). Cifre per altro destinate ad aumentare. L’enorme impronta ecologica delle città e l’elevata concertazione di vite umane, attività e beni in una superficie ristretta rendono le città sempre più deboli e vulnerabili di fronte alle sfide del futuro come il cambiamento climatico. Ne sono un esempio le città italiane, in cui negli ultimi 43 anni gli eventi meteorologici estremi hanno portato oltre 22.000 morti complessivi e 100 miliardi di euro di danni economici.
Gli spazi verdi possono contribuire a “curare i mali” che affliggono le città e i suoi abitanti perché forniscono servizi ecosistemici importanti, come lo stoccaggio di migliaia di tonnellate di carbonio, l’infiltrazione di milioni di metri cubi di acqua, l’assorbimento di contaminanti, la pulizia dell’aria e la mitigazione delle temperature. Questi benefici non riguardano solo la natura, ma la nostra qualità di vita, la nostra salute e sicurezza. L’aumento del verde complessivo potrebbe evitare fino a quasi 43.000 morti all’anno nelle città europee.
L’OMS ha proposto una formula, supportata da numerosi studi scientifici, per garantire una “adeguata dose di natura” alle persone: la regola del 3-30-300, ossia 3 alberi tra ogni casa, 30% di copertura arborea in ogni quartiere, 300 metri di distanza massima da un parco o da uno spazio verde per ogni cittadino. In Italia, nelle metropoli c’è ancora troppo poco verde e spesso poco curato e molto frammentato.












