“Save the Mermaids”, elogio della sirena curvy dello street artist Trallalà presso la Galleria Andrea Ingenito

La sirena ciaciona di Trallallà
La sirena ciaciona di Trallallà

Napoli – “Save the Mermaids”, questo il titolo della personale di Alfonso De Angelis, in arte Trallalà, artista napoletano classe 1968, ex studente di architettura ed attuale location manager per cinema e media. La mostra sulle cosiddette “Sirene cacione” già presentata con successo al PAN, Museo delle Arti di Napoli in via dei Mille, nella mostra di arte contemporanea “Dalla Napoli dei giorni nostri a Keith Haring”, verrà riproposta a cura di Andrea Ingenito nell’omonima galleria di Vicolo Santa Maria Cappella Vecchia n.8, l’inaugurazione si terrà giovedì 5 maggio alle ore 19:00 e rimarrà in esposizione fino al 18 giugno 2022. Trallalà non è, a dire il vero, artista interessato alla visibilità bensì alla condivisione e alla fruizione dell’arte. Alfonso De Angelis predilige un’arte che esca fuori dagli spazi museali e che giunga nei meandri degli spazi urbani e dei luoghi socialmente condivisi, questo il motivo che lo ha spinto fin dall’inizio a esprimere la propria creatività su muri, barche e tavole da legno abbandonate. La sua è a tutti gli effetti Street Art alla quale le edizioni Magmata nel 2021 hanno dedicato una raccolta fotografica impreziosita da due saggi a firma di Luca Forgione e Gennaro Ascione. A chi gli chiede perché le sue sirene sono curvy, Trallalà risponde: “Le mie sirene sono grasse, come la maggior parte delle donne che disegno, perché la seduzione e la bellezza non sono una questione di taglia o di peso, con buona pace

Big Mama (ph.RAI NEWS)
Big Mama (ph.RAI NEWS)

degli standard che cercano di imporci. Pensa che vantaggio per i produttori di vestiti la taglia unica! *”. Le sirene curvy di Trallalà sono in definitiva un inno all’imperfezione, mi viene in mente la performance tenuta sul palco del Primo Maggio (2022) a Roma dalla rapper Marianna Mammone in arte Big Mama; la 22enne ha cantato indossando un abito aderente color carne che ne esaltava le forme prorompenti. L’artista di Avellino ha cercato con questa provocazione di sensibilizzare il pubblico di Piazza San Giovanni al tema della “body positivity” questo il nome del movimento nato per mettere in evidenza corpi non convenzionali. Dietro tutto questo c’è, come credo ognuno di noi ormai sa, una sofferenza reale e drammatica, quella di chi è bullizzato e disprezzato dagli altri tanto da arrivare lui stesso a odiarsi e a farsi del male perchè il proprio corpo non rispetta i canoni imposti dalla società del consumo e dell’immagine. Ben vengano le mermaids di Trallalà iconografia di un riscatto che non vuole essere un’esaltazione al grasso e tantomeno allo junk food ma al rispetto delle differenze e di quella unicità che è prerogativa fondamentale di ognuno di noi esseri umani. Sì, la Parthenope che indossata la coda di pesce in barba ai nostri padri che la volevano mezzo uccello, con forme giunoniche e sguardo ammiccante è bellissima, “è cos’ ‘e lusso!”
A cura di Luigi De Rosa

*(tratto da “Save the Mermaids” di Diana Marrone, slow-words.com)

Link utili: https://www.ai-ca.com/andrea-ingenito/

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