Cancro e Alimentazione, in uscita il libro di Mirco Bindi “Il cibo sia la tua medicina”

1-di-copertinaEsce la prossima settimana l’ultimo libro di Mirco Bindi per la Calosci-Cortona Editore (AR) intitolato “Il cibo sia la tua medicina: manuale di sopravvivenza” che l’oncologo toscano ha scritto con Vincenzo Califano un giornalista della Penisola Sorrentina (NA) che si occupa di alimentazione e sostenibilità ambientale. Il volume approfondisce il tema del rapporto che intercorre tra l’alimentazione e l’insorgere della malattia cancerogena e lo fa nella forma originale con cui l’Autore tratta una materia così delicata per le implicazioni che ne derivano sul piano della salute, su quello emotivo ed affettivo, su quello economico-commerciale, su quello socio-sanitario, su quello della ricerca scientifica e degli interessi miliardari delle multinazionali del farmaco e di quelle dell’agroalimentare. La persona, ad ogni età, è una parte microscopica di un ingranaggio articolato e complesso che muove e sviluppa un business plurimiliardario  fondato sulla gestione della malattia sul piano medico, clinico, terapeutico e farmaceutico oltre che alimentare. E’ possibile difendersi da un vero e proprio sistema che si alimenta sulla malattia? Per riuscirci è necessario conoscere, sviluppare innanzitutto la consapevolezza di quello che siamo e di cui ci nutriamo nel tentativo di pregiudicare l’insorgere della malattia tumorale, cioè la degenerazione o impazzimento della cellula che innesca il meccanismo perverso da cui si sviluppa il cancro. Bindi in questo secondo libro rivela un mondo ancora sconosciuto ai più e con ironia che sfocia anche in sarcasmo ci accompagna in questo viaggio alla scoperta di noi stessi indicandoci la strada per sottrarci quanto più è possibile ai rischi di ammalarci. La novità dell’impianto letterario consiste nell’approfodimento di temi che aiutano la persona a conoscersi e a sviluppare un metodo di vita sotto certi aspetti alternativo, come evidenzia Califano, trasformando il proprio corpo da un “contenitori di rifiuti” e ricettacolo di veleni in “una serra virtuosa e in salute“. La tenacia con cui l’Autore afferma e difende le proprie tesi danno il senso all’opera che scava un solco ulteriore tra il comune sentire, cioè il bisogno di più salute e quindi di maggiore sicurezza, e l’interesse del sistema a non cambiare le regole di un gioco dove chi perde è sempre e solo colui che non riesce a guardare, per ignoranze e per pigrizia, al di là del proprio naso. Rinunciando cioè a difendersi e restando vittima di una filiera mortale dove l’uomo, il suo corpo e la sua psiche scompaiono immolati sull’altare di interessi economici incredibilmente potenti. Leggere e comprendere quel che Bindi vuol dirci può forse servire ad allungarci la vita, ma solo se la disponibilità al cambiamento si trasforma in un nuovo stile di vita quotidiano e duraturo nel tempo!

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