Napoli e gambling: un amore che vuole abbattere le barriere

carte e giochi
carte e giochi

NAPOLI – Il gioco d’azzardo, in Italia, è diventato un vero e proprio veicolo trainante dell’economia. I motivi di questo sviluppo sono diversi. Tra questi vi è lo sviluppo dell’online, la cui quota di mercato, nell’ultimo anno, è arrivata ad un miliardo di euro, con un’impennata positiva del +25% rispetto al 2015. Tra le città italiane più “giocherellone”, Napoli merita una menzione speciale. Qui, infatti, il fenomeno del gambling ha raggiunto quote di mercato preoccupanti, al punto da spingere il comune a intervenire.

Il rapporto tra il gioco d’azzardo e la città di Napoli è tra i più complessi nel panorama dell’azzardo italiano. Da una parte c’è un comune che tenta di porre dei paletti ad una situazione che rischia di diventare incontrollabile, dall’altra un fenomeno che sembra destinato ad abbattere ogni tipo di barriera impostagli.

Nei primi mesi del 2017, come emerge da un articolo di Gaming Report, Napoli è stata la città italiana a far registrare il maggior numero di spesa nel settore del gambling con 359.237.084,25 su un totale di spesa nazionale di 2.2 miliardi. Per fare un raffronto, Roma, dove vi è un numero di abitanti di 2.873.494 contro i 970.185 della città partenopea, raggiunge una spesa di 201.062.78, ovvero quasi 160 milioni in meno. Anche considerando solo il settore dell’online, la città campana domina: il volume d’affari, infatti, da inizio anno è stato di 114.390.233 su una spesa complessiva nazionale di 728 milioni con una percentuale mostruosa del 15%. In Campania esistono 537 sale e 4.505 Vlt, ma, solo nelle province di Napoli e Salerno, si registra una concentrazione massiccia di macchinette, rispettivamente di14.804 e 7.943 unità.

Per tentare di limitare l’espandersi del gioco d’azzardo, la giunta napoletana ha approvato una legge speciale a riguardo nel dicembre del 2015, che è entrata in vigore a partire dal 17 agosto di quest’anno. Il motivo del ritardo è stato dovuto al ricorso presentato dai gestori delle case da gioco al Tar, che, però, è stato respinto. La sopra citata norma, disciplina degli orari di esercizio delle sale giochi. I luoghi destinati al gioco che ospitano slot machine e macchinette potranno restare aperti dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, giorni festivi compresi. Il titolare di ciascuna licenza potrà scegliere il proprio orario di esercizio entro i limiti massimi consentiti dalla norme, dandone preventiva comunicazione al Servizio Suap del Comune.

L’obiettivo di queste fasce orarie è il contrasto al gioco d’azzardo patologico che rischia di colpire le classi cittadine meno abbienti. Quello del GAP, nel capoluogo campano, è, infatti, una vera e propria emergenza sociale. Sempre più giovani, infatti, si avvicinano al gioco. Ad oggi, il 57.8% degli studenti campani è un giocatore. Si tratta di un dato impressionante, specie se confrontato con la media nazionale, pari al 47.1%. Non è un caso che, è proprio in questa regione che vi sia la più alta percentuale di povertà tra i bambini: ben 130.000, ovvero l’11.7% della popolazione totale.

Stampa