Gli auguri pasquali del Ministro Profumo alla scuola italiana

Profumo
Francesco Profumo

Pubblichiamo il testo degli auguri pasquali che il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha inviato al mondo della scuola italiana.

Cari colleghi professori, ricercatori e personale scolastico, dell’università e del ministero, care famiglie e soprattutto carissimi studenti, in occasione delle feste pasquali desidero farvi i miei migliori auguri, affinché possiate passare giornate serene e felici.
A conclusione di questa esperienza di governo voglio esprimere a tutti voi la mia sincera gratitudine, perché attraverso il contatto continuo che abbiamo avuto ho imparato tanto. Questo anno e mezzo di lavoro insieme, infatti, ha rappresentato per me un’occasione di grandissimo arricchimento, personale oltre che professionale. Ho avuto il privilegio di incontrare, ovunque andassi, persone di grandissimo valore e spessore. Professionisti che, nel dedicarsi al proprio lavoro, ogni giorno mettono al servizio della collettività non soltanto le proprie competenze, ma la propria dedizione. Con tanto orgoglio, fatica e impegno. Studenti che, oltre allo studio, decidono di mettere al servizio dei colleghi il proprio tempo libero, per ottenere una maggiore e più matura partecipazione e condivisione nelle decisioni che li riguardano. Ciascuno di loro, la grande comunità che si raccoglie intorno alla scuola, all’università e al mondo della ricerca, rappresenta – ne sono convinto più che mai – la grande leva su cui imperniare il riscatto e la rinascita del nostro Paese.

Non posso negare il periodo difficile per noi tutti. Il mio auspicio è che questi giorni di festività, da molti passati assieme alla propria famiglia, possano essere l’occasione per riscoprire il senso della comunità, dell’impegno comune per il benessere e la felicità di tutti. L’Italia deve tornare a far prevalere l’interesse generale sul particolare. E in questo senso ci aiutano proprio la scuola e l’università, come anche le grandi comunità della ricerca. È nelle aule e nei laboratori che si impara a vivere e a interagire insieme, a lasciare spazio agli altri, a rispettare le diversità e lavorare insieme per ottenere un risultato. Le aule e i laboratori restano i templi pagani, dove coltivare e tramandare la nostra profonda e ammirata cultura, che ancora ci distingue nel mondo intero, dove crescono i nuovi cittadini e nascono le speranze, dove si crea innovazione e si progetta il futuro e il benessere dei cittadini.

Proprio per questo sono persuaso del ruolo centrale della formazione e della ricerca, che la politica deve tornare a valorizzare archiviando una lunga stagione di tagli, a favore di un rilancio nel segno della competitività, delle regole e di un uso più mirato ed efficiente delle risorse. In questo ci viene incontro l’Europa, a cui dobbiamo sempre più a fare riferimento, e dove dobbiamo imparare ad essere più competitivi nel guadagnarci le molte risorse a disposizione, una buona parte delle quali proviene dalle nostre tasche, attraverso le tasse.
In questi mesi di lavoro e impegno spero di avervi dimostrato la mia intenzione di tracciare, per noi tutti, una strada che potesse da un lato lasciare in eredità un metodo di lavoro più efficiente e capace di far emergere le capacità e l’impegno di tutti, dall’altro la volontà di semplificare l’imponente macchina del ministero, riducendo il più possibile la produzione normativa a favore di più semplici e diretti atti amministrativi.
Con la fase di ordinaria amministrazione del governo il mio impegno non è venuto meno, con l’obiettivo di chiudere tutti i processi che avevo avviato e portato a conclusione nel corso del mandato ministeriale. Tra questi, il decreto per consentire, attraverso un fondo immobiliare, la costruzione di nuove scuole nel segno dell’innovazione didattica di cui abbiamo bisogno; il decreto per dare il via libera ai libri digitali, sui banchi a partire dall’anno scolastico 2014-2015, per una didattica più interattiva e a misura di studenti; la chiusura del bando sui Messaggeri della conoscenza, per consentire a professori e ricercatori di tutto il mondo di venire nelle università del Mezzogiorno a fare lezione, favorendo la circolazione della conoscenza e ‘dei cervelli’. E ancora, il lancio della prima Social Innovation Agenda italiana, per far crescere dal basso i bisogni dei cittadini attraverso ricerca e innovazione; il decreto sui Tirocini formativi attivi speciali, per regolarizzare l’abilitazione di circa 75mila docenti della scuola; il lancio del programma di ricerca Horizon2020 Italia, che si istrada nel solco del prossimo Programma Quadro europeo, anticipandolo nelle priorità, per allenare le università e gli enti di ricerca italiani e renderli più competitivi sui prossimi bandi.
Il mio lavoro è proseguito e proseguirà fino all’ultimo giorno, a testimonianza del senso di responsabilità che sento nei confronti di tutti voi e del Paese, e del mio personale attaccamento a quello che è sempre stato il mio mondo di riferimento. In fin dei conti io sono, e resto, un professore, un ricercatore, un padre.

Buone feste a tutti voi

Francesco Profumo

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