Domani il Conclave: almeno 77 voti per il nuovo Papa

Vaticano da domani il Conclave
Vaticano da domani il Conclave

Dovranno essere almeno 77 i voti, equivalenti a due terzi del collegio dei cardinali elettori, per eleggere il successore di Benedetto XVI. Entra infatti in vigore da domani, con l’avvio del Conclave, una nuova norma elettorale promulgata nel giugno 2007 da Ratzinger con un ‘Motu Proprio’, modificando quanto previsto in proposito dalla Costituzione Apostolica ‘Universi Dominici gregis’ con cui Giovanni Paolo II aveva abolita l’elezione per acclamazione e reso obbligatorio invece lo scrutinio segreto.

Con questa modifica si vuole evitare che il nuovo Pontefice si ritrovi eletto con una maggioranza magra. Ratzinger ha inoltre specificato che i due cardinali rimasti in lizza per l’elezione non partecipino piu’ alle successive votazioni previste nel Conclave. E comunque anche per le successive votazioni a questa fase, con i due maggiormente votati che sono a quel punto solo elettorato passivo, e’ richiesta sempre una maggioranza qualificata di almeno due terzi dei suffragi dei cardinali presenti e votanti.

La procedura dello scrutinio si svolgerà in tre fasi: una sorta di pre-scrutinio e che comprende la preparazione e la distribuzione delle schede da parte dei Cerimonieri – richiamati intanto nell’Aula della Sistina insieme al Segretario del Collegio dei cardinali e al Maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie – i quali ne consegnano almeno due o tre a ciascun elettore; l’estrazione a sorte, fra tutti i cardinali elettori, di tre Scrutatori, di tre incaricati a raccogliere il voto degli eventuali cardinali infermi e denominati per brevita’ Infirmarii, e di tre Revisori.

Il sorteggio verrà fatto pubblicamente dall’ultimo cardinale diacono, che estrarrà di seguito i nove nomi di coloro che dovranno svolgere tali mansioni. Se nell’estrazione degli Scrutatori, degli Infirmarii e dei Revisori usciranno i nomi di cardinali elettori che invece per infermita’ o altro motivo saranno impediti di svolgere tali mansioni, al loro posto verranno estratti i nomi di altri non impediti, e nell’ordine saranno – tre per volta – rispettivamente Scrutatori, Infirmarii e Revisori. Per il resto, resta tutto immutato.

Si procederà al voto dopo aver recitata ad alta voce la formula di giuramento “Chiamo a testimone Cristo signore, il quale mi giudichera’, che il mio voto e’ dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”. Nella terza fase, quella del post scrutinio, sarà compreso il conteggio dei voti, il loro controllo, il bruciamento delle schede. Se il numero delle schede non dovesse corrispondere al numero degli elettori, allora si bruceranno tutte e si procederà subito ad una seconda votazione. Se invece corrisponderà al numero degli elettori, si procederà nello spoglio, poi alla somma dei voti ottenuti.

L’ultimo degli Scrutatori, man mano che leggerà le schede, le perforerà con un ago nel punto in cui si trova la parola ‘Eligo’, e le unirà in un filo affinche’ possano essere piu’ sicuramente conservate in questa fase. Al termine della lettura dei nomi, i capi del filo verranno legati con un nodo e le schede verranno collocate in un contenitore o ad un lato della mensa.

Fatta la somma di tutti i voti, se nessuno avrà raggiunto i due terzi dei voti in quella votazione, il Papa non sarà ancora  eletto e ci sarà un nuovo turno di votazione. Se invece risultera’ che uno di essi avrà ottenuto almeno i due terzi, si avrà “l’elezione del Romano Pontefice canonicamente valida”.

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